Cronaca 

Via Lugo, gli abusivi sgraditi ai regolari abbandonano la casa popolare

Il comitato di zona della strada di San Teodoro chiedeva da mesi di liberare l’appartamento occupato irregolarmente. Diversi, nel tempo, gli interventi e le denunce per occupazione abusiva del reparto Giudiziaria della Polizia locale agli occupanti, con la complicazione della gravidanza a rischio di una di loro, una cittadina italiana. Oggi gli agenti si sono presentati per lo sgombero, ma l’appartamento era finalmente vuoto

Una situazione difficile, che si è protratta per mesi. Al primo sopralluogo la donna è stata trovata da sola. E stata denunciata, ma mancava l’ordinanza di sgombero. Al secondo sopralluogo, a febbraio, la casa era occupata da due persone: con la donna c’era un cittadino albanese, anche lui denunciato. Poi il lockdown e, infine, un nuovo intervento per lo sgombero a maggio, questa volta con il decreto di sgombero. A quel punto gli occupanti della casa erano diventati quattro: si erano aggiunti un uomo e una donna albanesi, anche loro denunciati. La prima occupante ha esibito, in quel momento, un certificato medico che attesta la sua gravidanza a rischio: impossibile allontanarla dalla casa. Alla donna, come vuole la legge nei casi di fragilità, è stata offerta una temporanea sistemazione. Oggi, quando la polizia locale e i tecnici di Arte si sono presentati, la casa era vuota ed è stata sigillata per evitare nuove occupazioni: gli occupanti se ne erano andati da soli. Non si sa dove si sia trasferita la donna che si trova in condizioni mediche delicate.

Nel corso dei mesi gli altri residenti della zona avevano denunciato quelli che a loro dire erano comportamenti scorretti e molesti da parte degli abusivi. C’è stata anche una querela di parte da due di loro che hanno denunciato di essere stati aggrediti mentre raccoglievano firme per chiedere di allontanare gli occupanti irregolari. Accogliendo le richieste dei residenti, l’assessore all’edilizia popolare Pietro Piciocchi ha chiesto a sua volta l’intervento della Polizia locale (sotto la competenza dell’assessore alla Sicurezza Stefano Garassino) che ha dovuto gestire una situazione difficile: lo sfratto non era eseguibile essendo una degli occupanti in gravidanza a rischio certificata. Alla fine, le “trattative” hanno portato alla soluzione del problema.

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